La Via Licia

Settecento chilometri di antiche strade verso il mare.

Il primo cammino a lunga percorrenza della Turchia segue strade romane, sentieri di pastori e mulattiere lungo la costa dell’antica Licia, attraverso pinete, davanti a tombe scavate nella roccia, fino a calette raggiungibili solo a piedi.

km di sentiero segnato
760
giorni da capo a capo
35
primi segnavia
1999
siti antichi lungo la via
25
© Alexkom000 · CC BY 4.0

01 Il percorso

Un cammino costiero con una montagna nel mezzo.

La Via Licia fu esplorata e segnata nel 1999 da Kate Clow, storica dilettante britannica che vive ad Antalya, ricomponendola dai sentieri che per duemila anni avevano unito villaggi e città antiche. Oggi la Culture Routes Society da lei fondata cura una rete di circa 760 chilometri, da Ölüdeniz vicino a Fethiye fino a Geyikbayırı sopra Antalya.

Quasi tutti la percorrono a tratti, non in un’unica volta. La metà occidentale è la costa delle cartoline: scogliere sopra la Valle delle Farfalle, la lunga spiaggia di Patara, la città sommersa di Kekova. L’estremità orientale è più selvaggia: dopo Olympos il sentiero lascia il mare, sale attraverso Beycik, valica la spalla del Tahtalı Dağı a circa 1.800 metri e scende per villaggi d’altura verso Antalya.

I sentieri sono spesso sassosi e ripidi, e alcune tappe attraversano territori senza negozi né acqua. Ed è proprio questo il loro fascino.

02 Mappa del percorso

Da Ölüdeniz ad Antalya.

La linea principale e le varianti come mappate su OpenStreetMap. Scegli un luogo per saperne di più; Beycik si trova dove, all’estremità orientale, il sentiero piega verso l’interno.

Mar Mediterraneo

03 Leggere il sentiero

Rosso, bianco e ogni tanto un ometto.

  1. Strisce bianche e rosse

    Il segnavia principale: due brevi bande dipinte su rocce, muri e tronchi, circa ogni cinquanta metri sui sentieri, più radi sulle sterrate.

  2. Cartelli gialli

    Agli incroci e nei villaggi, cartelli di metallo indicano la direzione e la prossima località del percorso.

  3. Una croce rossa

    Dipinta di traverso su un sentiero significa: strada sbagliata. Torna alle ultime strisce che hai visto.

  4. Ometti di pietra

    Perché in turco gli ometti si chiamano «baba»?

    «Baba», la parola turca

    In Turchia escursionisti, pastori e alpinisti chiamano l’ometto baba, o taş baba, «padre di pietra». Sentirai la parola anche nei villaggi lungo il sentiero.

    La sua origine non è certa. La spiegazione più comune è un’antica usanza anatolica: un cumulo di pietre su un passo o una vetta era un luogo di rispetto, un po’ come le tombe dei santi uomini, chiamati anch’essi baba, e chi passava aggiungeva una pietra. Alcuni autori risalgono ancora più indietro, alle figure di pietra che i primi popoli turchi innalzavano presso le tombe in Asia centrale, e che in turco si chiamano anch’esse taş baba.

    Lasciali come li trovi. Un nuovo cumulo nel posto sbagliato può portare fuori strada chi viene dopo.

    Sul calcare scoperto sopra il limite del bosco, piccoli cumuli di pietre proseguono la linea tra un segno e l’altro. Nella nebbia, vai dall’uno all’altro.

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